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Nel XIII secolo (1229), già Tempio dell'Ordine, fu requisito da Federico II ai Cavalieri Templari, per ritorsione al loro tradimento, durante la VI crociata in Terra Santa (1228). Fu restaurato e riadattato a fortilizio militare; infatti dai Registri angioini si conosce l'entità della guarnigione assegnata alla fortezza che nel 1275 è composta dal castellano, uno scudiero e da dodici guardie. Lo stesso Federico, a cui il Castello stava molto a cuore, nel proprio testamento, per come riportato nel "Da Monumenta Germaniae Historia, Legu, Sectio IV: Tomus II, n. 274" assegnò il territorio di Porta Roseti al figlio naturale Manfredi mentre tutti i castelli e soprattutto il "templare Petrae Roseti" ai figli legittimi i quali saranno anche Re di Gerusalemme". Oggi, dopo accurate opere di restauro da parte della società proprietaria, risplende come classico esempio di architettura federiciana di derivazione templare. L'ampio cortile cinto da mura merlate è chiuso da un arco che porta stemmi alchemico-templari come la "Rosa", e i "Gigli" che fanno del "Castrum Petrae Roseti" un Tempio dell'Ordine. |
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